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Biomasse

Il fuoco a nocciolino

La sansa di oliva disoleata è da sempre considerata una risorsa potenziale, piuttosto che una scoria priva di valore. Sebbene costi circa la metà rispetto al nocciolino di sansa, possiede un potere calorifico di poco inferiore a quest’ultimo (4.400 kcal/kg, cento in meno del nocciolino di sansa).

Il nocciolino è il risultato della separazione, mediante un macchinario, del nocciolo dalla polpa dell’oliva, ossia il risultato della trasformazione dello scarto (sansa) prodotto dal frantoio. In seguito a questo processo di separazione si ottiene un combustibile ecologico, considerato biomassa, dall’elevato potere calorifico che può essere utilizzato come sostitutivo al pellet di legna.

Gusci triti. I gusci di mandorle, nocciole, noci, pinoli, sono dei prodotti assolutamente naturali che non richiedono alcun tipo di lavorazione. Secondo gli utilizzi si ha la possibilità di averli sia macinati che interi. Sono dei combustibili ecologici, non inquinanti, ad alto potere calorico, con una reperibilità locale e con dei costi contenuti, addirittura zero per quelli chi li producono.

Mais. In passato, i cereali erano usati solo per l’alimentazione umana e animale ma ora, e nell’immediato futuro, sono usati per le macchine: sotto forma di biodiesel, pneumatici, copri capannoni, solventi, vernici, ma anche come combustibile ecologico, ad alto potere calorico, di facile reperibilità e con un costo contenuto. Il mais è un combustibile eccellente come potenza calorifica e le sue caratteristiche termiche dipendono dalla sua umidità. Per ovviare ad alcuni inconvenienti della sua combustione,come la formazione di dure incrostazioni, è necessario miscelarlo con percentuali variabili dal 40 al 60%, di biomasse legnose.

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